domenica 29 gennaio 2012

"Nel vento e nella polvere" di Valeria Zangrandi

"Nel vento e nella polvere" è un romanzo breve pubblicato nel 2010 dalla casa editrice I Sognatori e costruito intorno a due modi opposti di affrontare lo scorrere del tempo. Da una parte la scrittura, quella di una donna che compone lettere per ricordare, dall'altra il movimento all'indietro (il ritornare cioè sui propri passi) con cui un uomo cerca di dimenticare. Le due storie sembrano non avere nulla a che fare l'una con l'altra, finché, per un breve istante, i due mondi si sfiorano, senza però riuscire a toccarsi. Un piccolo gioiello di creatività che si dipana con la leggera malinconia di una poesia simbolista, e in cui una galleria di stravaganti personaggi (che potrebbero essere usciti da una storia anni '90 di Alessandro Baricco) tengono in equilibrio la narrazione tra epistolario, racconto surreale e romanzo esistenziale. Da leggere e rileggere nel tempo.

martedì 17 gennaio 2012

"I ragni zingari" di Nicola Lombardi

Pubblicato nel 2010 dalla casa editrice Edizioni XII, il romanzo I ragni zingari (titolo palindromo davvero rimarchevole) è un'operazione letteraria che coniuga con intelligenza due ben distinti generi letterari. Siamo nel 1943 e l'Italia firma l'armistizio con le forze alleate. Nei piccoli borghi, la coscienza di ciò che sta per abbattersi sulla popolazione civile (le rappresaglie degli incattiviti soldati deteschi, ai cui occhi gli italiani appaiono ormai come ignobili traditori) si mescola ad antiche e spaventose credenze locali. In particolare si fa strada la leggenda dei ragni zingari, strani insetti che, per annunciare imminenti sciagure, escono dagli specchi e, per pochi secondi, offrono ai più coraggiosi (o ai più disperati) la possibilità di scoprire cosa si nasconde dietro le immagini riflesse. Un bel libro, sorretto da una scrittura densa e introspettiva, che mostra come la sintesi tra il romanzo storico e l'horror psicologico possa portare a risultati fecondi.

giovedì 24 novembre 2011

"Qualcosa di simile" di Francesca Scotti

Qualcosa di simile è un'elegante raccolta di racconti ambientata tra Italia e Giappone, e pubblicata nel 2011 dalla Italic (ex casa editrice Pequod). Una labile traccia lega tra loro le dieci storie di questo libro, tutte senza titolo. Il lettore la insegue, ma è una traccia che, nella sua essenza, resta inafferrabile e che, più che spiegare, suscita inquietudini e associazioni di idee. Lo stile è quello di un'autrice dal talento limpido e controllato, che sa filtrare i generi letterari più vari e sa ricavarne ciò che occorre per dissezionare in modo quasi chirurgico i pensieri e i comportamenti umani (il livello di analisi psicologica assomiglia a quello che si ritrova in alcuni film di Michael Haneke). Un libro molto bello, dall'intensità carezzevole e violenta, che scava con dolcezza dove fa più male e si ferma solo dopo aver fatto risuonare le corde più nascoste (e più scomode) dell'animo.

sabato 10 settembre 2011

"Il mangiatore di pietre" di Davide Longo

Il mangiatore di pietre è un romanzo pubblicato nel 2004 dalla Marcos Y Marcos e poi dato nuovamente alle stampe dalla Fandango nel 2008. Forte di una scrittura curata fino ai limiti della ricercatezza, e di uno stile asciutto ma evocativo (che può far venire in mente certi racconti di Beppe Fenoglio o Erri De Luca), il libro parte da un pretesto giallo-polizesco per aprirsi poi a delineare un efficace affresco della vita di una comunità di frontiera tra Piemonte e Francia, in cui domina la misteriosa figura del passeur. Il silenzio delle montagne, la durezza dei suoi abitanti, l'asprezza del clima e dei contatti umani sono i veri protagonisti di un testo che coniuga bene i canoni della narrativa sociale con quelli del romanzo psicologico, e che, nato nell'ambito della piccola editoria, ha ormai varcato tali confini.

domenica 19 giugno 2011

"Hanno amore" di Gianluca Chierici

Hanno amore è un romanzo breve pubblicato nel 2010 dall’editore Perdisa ed è un testo che rielabora in modo personale e originale un tema molto usato sia nella letteratura che nel cinema (quale sia non lo dico per non rovinare la sorpresa che il lettore troverà nelle ultime pagine del libro, ma è sicuramente un tema che appassionerà tutti gli interessati al modo in cui l'immaginazione traduce i dati della realtà). I canoni del romanzo psicologico, del mistery e dell’horror sono ben coniugati tra loro e l'autore mostra facilità di scrittura e talento nel trasmettere sensazioni stranianti. Interessante, in particolar modo, la dialettica maschile/femminile che fa da sfondo all’intera narrazione. Sicuramente da leggere.

"Litany" di Ariase Barretta

Litany, pubblicato nel 2010 dalla casa editrice Onirica, è un romanzo che coniuga la narrativa di introspezione psicologica con la favola horror. In una terra di nessuno, un bambino lotta per sopravvivere e crescere, finché un giorno allaccia un'amicizia, bellissima ma precaria, con un uomo. Si tratta di un testo decisamente insolito che si sviluppa come un unicum, senza suddivisioni in capitoli, ma con l’uso serrato di paragrafi consequenziali, un po’ sul modello del romanzo The Road di Cormac McCarthy. L’autore ha il coraggio di contravvenire a buona parte di quelle regole non scritte che oggi dominano il panorama letterario e riempie così ogni frase di aggettivi, avverbi e nomi poco usati, fino a creare una scrittura ridondante che, pur non essendo poesia, va al di là della prosa: una litania appunto. L’esperimento ad ogni modo funziona e il risultato è davvero interessante

"La demolizione del Mammut" di Giorgio Nisini

Pubblicato nel 2008 dalla Giulio Perrone, La demolizione del Mammut  è un romanzo solido e sorprendente incentrato sul tema della demolizione, sia in senso materiale che metaforico, come rimozione cioè dei ricordi più scomodi e dolorosi. L’introspezione psicologica che caratterizza la prima parte si apre via via ad una trama ai limiti del giallo, senza peraltro perdere nulla in termini di originalità e coerenza del progetto d’insieme. L'autore usa uno stile "figurativo", capace di trasformare in immagini letterarie le situazioni e gli avvenimenti narrati, e se ne avvale per coinvolgere il lettore fino alle pagine finali, che scendono con violenza sulle chiusure e gli egoismi di una piccola città di provincia.

mercoledì 23 marzo 2011

"Scritto sulle labbra" di Luca Ragazzini

Nel mese di febbraio 2011 la casa editrice 0111edizioni ha pubblicato, nella collana Selezione, il mio libro di narrativa Scritto sulle labbra. Si tratta di una raccolta di racconti che affronta il tema del dolore non dal punto di vista delle sue manifestazioni, ma da quello delle maschere e delle distanze con cui gli esseri umani cercano di allontanare o esorcizzare questo misterioso (come lo definiva Dino Buzzati) sentimento. Il libro coniuga la narrativa di introspezione psicologica con quella del mistero e getta il suo sguardo su un mondo (il nostro) fortemente impoverito dei suoi meccanismi di difesa sociale, culturale e identitaria, un mondo totalmente individualizzato, in cui anche le strategie di difesa dal dolore sono lasciate all’ingegnosità dei singoli individui.

Il racconto di apertura del libro, La notte del giudizio, nel 2004 fu premiato con il secondo posto nel premio letterario nazionale Luigi Antonelli - Castilenti. In ricordo di quella bella esperienza, riporto con piacere il giudizio con cui la giuria tecnica, quell'anno presieduta da Walter Mauro, si espresse: "La notte del giudizio di Luca Ragazzini è la progressione di un allucinante confronto Padre/Figlio che via via, nel corso dell'avvincente referto, assume l'aspetto e i contorni di un vero e proprio viaggio alle radici del male che coinvolge gli uomini senza lasciare loro molte uscite di sicurezza. Il racconto si distende così lungo l'arco di crinali in bilico tra fantasia e ragione, in cui la lucidità stessa offre spunti per forme acute di straniamento che colpiscono per la razionalità dell'eloquio e al contempo per la capacità dell'autore di condurre il lettore verso spazi molto intensi di partecipazione umana. Tutto questo si avvale di una scrittura molto sorvegliata a attenta, frutto di una specifica meditazione sui destini dell'uomo".